IL LIBRO

Esiste un cibo “ecologicamente più corretto” di un altro? Esiste la dieta perfetta, buona per la salute, per l’ambiente e buona anche “da mangiare”?

 

Questo vale in molti ambiti, ma probabilmente nel settore del cibo vale ancora di più per due motivi fondamentali. Il primo è che il cibo è strettamente connesso con la salute della persona che deve essere il primo valore. Il secondo è che la produzione di cibo è frutto di un sistema estremamente articolato che, ad esempio, deve trovare l’equilibrio tra agricoltura e zootecnia.

Probabilmente nel confronto “artigianale vs. industriale” la soluzione più sostenibile è quella che si trova in prodotti con valori di sostenibilità dichiarati e sistemi di controllo efficaci, cosa che in molti casi le filiere agroalimentari italiane possono garantire.

 

 

 

Prefazione di Alessandro Cecchi Paone

“Siamo circondati da legioni di esperti veri o presunti, in perenne guerra gli uni contro gli altri, che giurano di conoscerla davvero la formula magica del ‘cibo perfetto’. Peccato che la ricetta cambi in continuazione, in base a mode, interessi, ideologie, o a vere e proprie guerre sante alimentari. E che quindi non esista in realtà, cioè valida ovunque e per tutti.

Benvenuto dunque questo tentativo, riuscito, di fare ordine fra le mille soluzioni, e i mille anatemi, con cui ci martellano quotidianamente, e contraddittoriamente, medici e aziende, nutrizionisti e cuochi, guru e predicatori vari. Sotto un unico e condiviso cappello ideale, quello della sostenibilità, gli autori si muovono con l’intenzione di sottoporre al vaglio della verifica razionale e scientifica le varie, e fra loro conflittuali, istruzioni per l’uso che ci vengono insistentemente proposte per il nostro mantenimento, e per quello dell’intero pianeta.”

Il dilemma di Cesare Barca

Cesare Barca è il direttore commerciale e marketing del Pastificio Antonelli di Foggia con il pressante compito di trovare il modo di presentare al consiglio d’amministrazione il concept della nuova linea Antonelli-Green: vari formati di pasta per una clientela attenta alla salute, all’ambiente e al sociale.

Questo caso (puramente immaginario, ma molto realistico nei contenuti) è stato inserito all’inizio del libro per inquadrarne i contenuti rispetto alle attese dei lettori. La sostenibilità a 360° è un obiettivo (solo) teorico per la maggior parte delle aziende e dei prodotti: il più delle volte agli imprenditori (e anche ai loro clienti) è richiesto di operare delle scelte tra alternative tra di loro incompatibili.

Cosa c'entra la sostenibilità con il mercato?

Ma cosa c’entra il marketing con la sostenibilità?”: fu questa la domanda che mi fece il collega economista quasi 10 anni fa, quando proposi di attivare a Roma Tre un corso dal titolo Marketing sostenibile. Tre anni dopo, quando il corso ebbe un discreto successo tra gli studenti, dovetti affrontare un’analoga perplessità proponendo di modificare ulteriormente il taglio dell’insegnamento, “perché non lo lasci così com’è?” mi chiesero in tanti. Io invece andai avanti, battezzandolo definitivamente con il titolo Marketing, innovazione e sostenibilità.

Oggi sappiamo che accostare tre discipline apparentemente distanti (storicamente di marketing se ne occupano gli economisti, di innovazione gli ingegneri e di sostenibilità gli agronomi e i naturalisti) non è affatto un azzardo, anzi: è una necessità.

Carlo Alberto Pratesi

Verità e dilemmi della produzione industriale

Chi inquina di più: l’insalata in busta o quella fresca? Sotto il profilo ambientale, sono meglio le galline allevate all’aperto o quelle in gabbia? E siamo sicuri che i prodotti a KM 0 abbiano sempre gli impatti più ridotti? E la carne, quale scegliere se vogliamo alleggerire la nostra impronta sul pianeta? E che dire del cibo biologico? E gli OGM? Ogni giorno ci facciamo domande come queste, e spesso le risposte a cui arriviamo sono basate su dati parziali o inesatti.

Il libro analizza tutte le fasi di produzione degli alimenti, dal campo alla tavola, per definirne in modo scientificamente rigoroso gli impatti ambientali.

Anche se può scontentare qualcuno, emerge che non esistono ricette facili, e che ogni scelta alimentare ha conseguenze complesse, con vantaggi e controindicazioni tanto per noi – come individui consumatori e come parte di una collettività – quanto per l’ambiente.

La sostenibilità vien mangiando

La relazione tra la nostra dieta e l'impatto sull’ambiente è un tema sempre più dibattuto in vari ambiti scientifici e mediatici. L’obiettivo di questo capitolo è quello di sintetizzare le varie posizioni sul tema, provando a esaminare il tutto in una prospettiva globale. Tenendo cioè ben presente che il nostro pianeta dovrà presto nutrire quasi nove miliardi di persone, in un sempre più delicato equilibrio tra consumi e risorse disponibili.

La dieta mediterranea, della quale fa parte la cucina italiana, suggerisce alcune risposte interessanti che vengono illustrate nel quarto capitolo del libro che è stato scritto con Claudio Mazzini e Luca Ruini.

Una possibile soluzione per Cesare Barca

Dopo aver letto questo libro e parlato con molte persone Cesare Barca si era convinto sempre di più che investire sulla sostenibilità era ormai una scelta obbligata.

Non essere sufficientemente sostenibili avrebbe comportato, nel medio-lungo periodo, il rischio crescente di andare incontro a una crisi aziendale per i motivi più vari: poteva crescere l’attenzione dei consumatori ai residui chimici nel prodotto; le amministrazioni potevano imporre ai produttori un minore consumo di acqua; poteva sorgere la necessità di ridurre la bolletta energetica e così via.

Ormai la sostenibilità non era più una questione di etica o responsabilità sociale: era l’unica strada possibile per garantire a lungo la sopravvivenza sul mercato.

 

AUTORI


 

Massimo MARINO

 

Ingegnere Ambientale specializzato sull’analisi del ciclo di vita dei prodotti e dei processi

Nel 1999 con Gian Luca Baldo ho fondato Life Cycle Engineering, una società con la quale offriamo servizi di consulenza strategica ad importanti aziende ed organizzazioni. Da circa 10 anni mi occupo prevalentemente di studiare la sostenibilità delle filiere agroalimentari.

L’idea di scrivere questo testo nasce dalla volontà di mettere a disposizione quasi 20 anni di ricerca e di consulenza sui temi degli impatti ambientali e delle modalità di comunicazione senza l’ambizione di dare delle verità assolute, che come vedremo sono molto difficili da trovare, ma semplicemente con la voglia di aiutare, chi avrà la pazienza di leggerlo fino in fondo, a farsi “delle idee” proprie, non pregiudizievoli e basate su un fondamento scientifico.


 

Carlo Alberto PRATESI

 

Professore ordinario di Economia e gestione delle imprese all’Università Roma Tre

Insegno Marketing, innovazione e sostenibilità.

Dal 1999 sono iscritto all’Ordine dei giornalisti e svolgo attività di consulenza sulla comunicazione per primarie aziende ed enti italiani. Attualmente sono consulente scientifico della Fondazione Barilla Center for Food and Nutrition per la sostenibilità agroalimentare. Con Paolo Merialdo e Augusto Coppola ho fondato l’associazione InnovAction Lab, per aiutare gli studenti a sviluppare un’idea di business da presentare in modo efficace ai fondi di venture capital. Come responsabile del marketing ho fatto parte del team RhOME, vincitore dell’edizione 2014 del Solar Decathlon Europe.

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CONTRIBUTI

I casi presentati sono stati selezionati in quanto hanno per oggetto aziende che, in vario modo, possono essere considerate rappresentative del contesto nel quale operano, in termini di presenza sul mercato e/o di eccellenza per quanto riguarda le performance o l’attenzione ai temi della sostenibilità.

 

 

Claudio MAZZINI

COOP Italia

 

Fabrizio PIVA

CCPB

 

Nicoletta MAFFINI

Consorzio Nazionale Apicoltori

 

Renzo PIRACCINI

Almaverde Bio

 

Luca COLOMBO Livia ORTOLANI

Fondazione italiana per la ricerca in agricoltura biologica e biodinamica (FIRAB)

 

Vittorio ROSSI

Horta

 

Luca RUINI Leonardo MIRONE Cesare RONCHI

Barilla G. & R. F.lli S.p.A.

 

Francesca AMADORI

Amadori

 

Giovanni SORLINI

Inalca Gruppo Cremonini

 

Umberto LUZZANA

Skretting

 

Vito GULLI

Generale Conserve S.p.A.

 

Guglielmo PEPE

Birrificio Parsifal

 

Antonio FEOLA

AIDEPI

 

Ezio PINTO

Di Leo S.p.A.

 

Silver GIORGINI

Orogel

 

Claudio FORNACIARI

CoopBox

 

Lorenzo NANNARIELLO

Tetrapak Italia

 

Maria CARAMELLI

Istituto Zooprofilattico Piemonte, Liguria, Valle d'Aosta

Claudio MAZZINI - COOP Italia

ACQUA DI CASA MIA un progetto di "brand reputation" al sapore di sostenibilità: la campagna coraggiosamente lungimirante che invita i consumatori a bere acqua del rubinetto, anziché acquistare la minerale in bottiglia.

(pag. 42)

Fabrizio PIVA - CCPB

Il biologico è considerato il cibo “sostenibile” per eccellenza, ed è sottoposto a rigorosi controlli lungo tutta la filiera da organismi autorizzati dal Ministero. L’Italia è seconda in Europa e sesta nel mondo per le produzioni biologiche.

(pag. 69)

Nicoletta MAFFINI - Consorzio Nazionale Apicoltori

Le api sono fondamentali per la salute dell’ecosistema e la biodiversità: portano al polline ai fiori, garantendone la riproduzione. I progetti per la loro protezione, basati prevalentemente sulla riduzione nell’uso dei pesticidi, hanno un ruolo importantissimo.

(pag. 79)

Renzo PIRACCINI - Almaverde Bio

Il biologico ha una produttività minore? Forse. Ma ben compensata dalla tutela dell’ambiente e della salute dell’uomo. In prospettiva, sarà sempre più vantaggioso fornire alimenti ad “alto contenuto di benessere”.

(pag. 83)

Luca COLOMBO e Livia ORTOLANI

Fondazione italiana per la ricerca in agricoltura biologica e biodinamica (FIRAB)

Si può guardare all’agricoltura biologica come a uno strumento operativo di gestione del territorio, basato sul delicato equilibrio di alcuni principi cardine: incremento della fertilità dei suoli, equilibrio dell’ecosistema, aumento della biodiversità, benessere degli animali allevati.

(pag. 84)

Vittorio ROSSI - Horta

Trattare o non trattare? Concimare o non concimare? Per effettuare le scelte quotidiane inerenti la gestione dell’azienda, gli agricoltori possono chiedere l’aiuto della tecnologia. I sistemi di supporto alle decisioni (DSS) sono una delle basi su cui si fonda l’agricoltura del futuro.

(pag. 89)

Luca RUINI, Leonardo MIRONE e Cesare RONCHI - Barilla G. & R. F.lli S.p.A.

Dal dire al fare… Dopo una fase di studio, la Barilla si è impegnata per migliorare la sostenibilità della fase più impattante nella produzione della pasta: la coltivazione del grano duro. Il progetto “sustainable farming” ha permesso di ridurre gli impatti del 30%.

(pag. 91)

Francesca AMADORI - Amadori

La sostenibilità è anche economia, attenzione alle persone, e tutela del territorio: il progetto del pollo Campese nella provincia di Foggia ha creato una nuova fonte di reddito ad agricoltori abituati da sempre a coltivare unicamente grano duro.

(pag. 96)

Vittorio ZAMBRINI e Mirella DI STEFANO - Granarolo

La sostenibilità lungo la filiera: unendo diverse competenze specifiche, Granarolo ha coinvolto molti dei suoi allevatori in un progetto di linea guida con indicazioni must to have e nice to have. Per ora è volontario, ma un domani…

(pag. 100)

Giovanni SORLINI - Inalca Gruppo Cremonini

Del maiale non si butta via nulla, ma neanche degli altri animali. Zootecnia e agricoltura sono due risvolti della produzione agroalimentare che non possono essere disgiunte: quello che è scarto per una diventa materia prima per l’altra.

(pag. 103)

Umberto LUZZANA - Skretting

Carnivori o erbivori? Di acqua dolce, o salata? Esistono molti tipi di pesci e di condizioni di allevamento. In ogni possibile combinazione, sostenibilità può voler dire cose diverse.

(pag. 105)

Vito GULLI - Generale Conserve S.p.A.

Local è bello: Generale Conserve ha fatto della volontà di localizzare la produzione in Italia, uno dei suoi principali valori. In questo modo contribuisce a creare valore a occupazione sul territorio.

(pag. 108)

Guglielmo PEPE - Birrificio Parsifal

Il gusto ad ogni costo. Per un piccolo birrificio artigianale che mai potrà essere economicamente competitivo con i “big”, sostenibilità vuol dire innanzitutto soddisfare il palato.

(pag. 111)

Antonio FEOLA - AIDEPI

Olio di Palma: una materia prima necessaria per soddisfare la sempre maggiore richiesta di grassi vegetali.

(pag. 113)

Ezio PINTO - Di Leo S.p.A.

La sostituzione dell’olio di Palma con altri grassi vegetali come strumento di valorizzazione del prodotto.

(pag. 114)

Silver GIORGINI - Orogel

Surgelato: l’altro lato del fresco. Gli ortaggi vengono sottoposti a surgelazione (e non congelazione, tipica dell’ambiente domestico) entro poche ore dalla raccolta. Questo permette al prodotto di mantenere un profilo nutrizionale eccellente.

(pag. 117)

Claudio FORNACIARI - CoopBox

Spesso gli imballaggi sono visti come “nemici” della sostenibilità. In verità una corretta progettazione della confezione, che tenga anche conto delle caratteristiche funzionali dei vari materiali, può essere fondamentale nella conservazione dei prodotti.

(pag. 121)

Simona FONTANA e Fiorella PERRUCCI - Conai

Una delle missioni del CONAI è la prevenzione della produzione degli imballaggi: il progetto del Dossier Prevenzione ha l’obiettivo di valorizzare gli sforzi delle aziende virtuose premiando quelle che presentano i migliori progetti di riduzione degli impatti del packaging.

(pag. 123)

Lorenzo NANNARIELLO - Tetrapak Italia

Tetrapak nemico dell’ambiente? Giammai! Grazie ad una stretta collaborazione con i Comuni e gli operatori locali, che ha permesso di riciclare i cartoni per liquidi assieme alla carta, questo sistema di imballaggio è diventato certamente tra i più “sostenibili”.

(pag. 126)

Maria CARAMELLI - Istituto Zooprofilattico Piemonte, Liguria, Valle d'Aosta

Perché si compra il latte crudo? I motivi possono essere molti. A fronte dei (pochi) vantaggi, ci sono alcuni rischi: uno di questo riguarda la sicurezza. La bollitura casalinga permette di ridurre al minimo i rischi di contaminazione; ma con altissimi impatti per l’ambiente…

(pag. 129)

 

DICONO DI NOI

 

 

GREEN STYLE

“Il cibo perfetto”, pubblicato da Edizioni Ambiente. Il volume, con prefazione di Alessandro Cecchi Paone, riporta i dati di un’indagine realizzata da Doxa su commissione della COOP sulla concezione del cibo nelle diverse culture.

 

LA STAMPA

Il cibo perfetto, ci racconta che non esistono ricette facili, e ogni scelta ha conseguenze complesse con vantaggi e controindicazioni, tanto per noi quanto per l’ambiente.

 

AGRONOTIZIE

Il cibo perfetto fa chiarezza in un settore in cui il dibattito spesso assomiglia a una guerra ideologica tra schieramenti opposti

 

PANORAMA

“Il cibo perfetto” è quello buono anche per l'ambiente

 

IL FATTO ALIMENTARE

Lo scopo del saggio è individuare gli alimenti migliori in termini di sostenibilità ambientale e nutrizione.

 

ADNKRONOS

Massimo Marino e Carlo Alberto Pratesi vanno alla ricerca de "Il cibo perfetto", prendendo in analisi le ultime ricerche a tema secondo le quali ad emergere è una crescente percentuale di consumatori interessata a ridurre l’impatto dei propri consumi sull’ambiente.

 

ORIZZONTE ENERGIA

La sostenibilità può esistere solo in un mondo dove economia, ambiente e società collaborano fianco a fianco, instancabilmente.

 

LA REPUBBLICA - Blog di Cristiana Sparvoli

Gli autori usano un linguaggio comprensibile ai non addetti

 

HUFFINGTON POST

Gira e rigira, al mercato e altrove, frequente è la domanda: cos'è un alimento sostenibile?

 

ESISTE LA RICETTA DEL CIBO PERFETTO?

Cesare Barca aveva letto “Il cibo perfetto” e parlando con diverse persone, dentro e fuori l’azienda, si era convinto sempre di più che era necessario avviare un percorso verso la sostenibilità. Era oramai chiaro che produrre un cibo perfetto sarebbe stato impossibile, ma una strategia si poteva comunque impostare considerando tre passi fondamentali: la definizione dei valori, la misura degli indicatori, l’impostazione delle azioni.
Per aiutare il ragionamento con i colleghi, Barca ha preparato una lista di domande fondamentali a cui rispondere.

Sei curioso di leggerla? Clicca sul barattolo…

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